''Odio gli indifferenti. Vivere vuol dire essere partigiani. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti.''
mercoledì 9 settembre 2020
Non più armistizi
Ho smesso di essere cerbiatto perché quando sei coi lupi ... o ti aggreghi al branco o ti lasci mangiare.
Io non sono un lupo. Ma neanche la carne per i lupi.
E così, ho deciso di cancellare tutto quello che mi rende debole. Dico addio a quest'aria da ragazzina indifesa. Dico addio a questa gentilezza, a questa cortesia ... a questa sensibilità che mi ha reso fragile, non imbattibile, che mi ha reso un bersaglio facile.
I lupi mi hanno sbranata. A poco a poco, in silenzio.
Sono entrati nella mia intimità, poi nella mia mente, poi nella mia casa. E quando hanno capito che era impossibile guadagnarsi il mio favore, hanno attaccato quello che più mi sta a cuore. Con le armi più sporche.
Sono stati cattivi. Ma la loro cattiveria non l'hanno usata con le dovute precauzioni.
Non sanno forse che la vita è una ruota? Che questi occhi da cerbiatta osservano, comprendono, archiviano e si incattiviscono?
Di cerbiatto, mi restano solo quelli, gli occhi. E diverranno lo strumento per capire, lo strumento per ingannare.
Io non sono né forte né crudele come un lupo. Ma sono più furba di un branco.
Mi hanno dichiarato guerra e questa sarà una guerra spietata. Senza regole e senza rispetto.
E anche se adesso sono sola e vinta, ricucio le mie ferite per rispondere all'attacco.
martedì 1 settembre 2020
Briciole di pensiero
Non mi piace la competizione. È un gioco inutile.
Uno di quei giochi che ti gonfia e ti sgonfia come un palloncino.
E non a caso, competitivi sono sempre quelli che non hanno idea di come la competizione altro non sia che gettarsi in un'arena di leoni. Ma i tuoi.
Con la pretesa di fare guerra agli altri, non la fai che a te stesso.
domenica 16 agosto 2020
Senno di poi
I "bei tempi" sono sempre lontanissimi
ora perché passati da un pezzo
ora perché sommersi di una pioggia dorificata
una crosta che il tempo glorifica.
Quello che accomuna tutti i bei tempi
è la loro potenzialità.
Sono istanti di passaggio
istanti in cui le cose si definiscono piano.
Figure che cercano la loro linea chiusa
Melodie che vogliono gli ultimi accordi.
Nei bei tempi non siamo altro che un punto interrogativo.
Siamo solo sogni e fantasie
Progetti e aspettative
Cerchiamo un punto nel mondo
lasciandoci dietro puntini sospensivi.
venerdì 31 luglio 2020
Per sempre
lunedì 20 luglio 2020
Fuga e delusione
martedì 7 luglio 2020
Il tempo della memoria
Indagare la memoria è indagare se stessi. E se la memoria è costellata di impressioni, emozioni e sensazioni, che senso avrebbe corromperla a posteriori? La memoria è già successa, finita, conclusa. La memoria è già.
sabato 4 luglio 2020
La luce di mio
martedì 16 giugno 2020
I simboli del potere
''A egregie cose il forte animo accendonol' urne de' forti, o Pindemonte; e bellae santa fanno al peregrin la terrache le ricetta. (...)''
lunedì 15 giugno 2020
Tempi nuovi. Uomini nuovi
venerdì 5 giugno 2020
Ipnosi
Ricordo solo i tuoi occhi allucinati
E la mia paura
Di contraddirti.
Risento l'odore di chiuso
E quella striscia
Che perpretava dagli infissi
Di sole stanco sulla pelle.
Le lenzuola erano fresche
Ed il rumore della chiave che gira
Faceva eco in tutti gli angoli della stanza.
Girata la chiave, il buio è totale.
giovedì 21 maggio 2020
Demolizione ---> ristrutturazione del sé
Per proteggere cosa? Niente.
Per nascondere qualcosa? Più di una.
Forse non ho voluto testimoni. Forse non ho voluto spettatori. Forse ho voluto cessare il teatrino di me stessa: mi sono risparmiata a pochi, forse a nessuno.
Comunque sia, in qualunque modo si sia evoluto tutto questo, ora questa cinta muraria mi soffoca. Non passa il vento, non posso più vedere il sole. E per bocca d'altri il sole è una stella grandissima, un po' arancione, un po' rossa, a volte caldissima, a volte tiepida. Ma non voglio più sentir parlare del sole. Non voglio più essere testimone indiretto della mia vita, della mia esistenza destinata a sfiorirsi come tutte le altre. Io non so quanto manchi fino al giorno zero. Non vorrei neppure saperlo, mi basta sapere che metà del tempo che ho l'ho sprecato e continuo a sprecarlo, per impormi di reagire.
Voglio il sole. Voglio poterlo stringere tra i miei pugni e farci quel che voglio. Sorreggerlo e studiarlo e disintegrarlo e prenderlo a calci. Amarlo o odiarlo. Spegnerlo o soffiarci sopra.
Non mi basta più sentire raccontare. Voglio raccontare. Di come sono caduta. Di come mi sono rialzata e di come ora sono sempre in bilico. Voglio farmi raccontare. Farmi male e fare male, ridere e far ridere, piangere e impietosirmi. Voglio tutto.
domenica 10 maggio 2020
Malinteso?
domenica 19 aprile 2020
Adagio nel mattino
La prima verità è che sono io il mio ombelico del mondo.
Costruisco una campana attorno a me, di cristallo. A volte riesco a distruggerla, a volte no. E quando la distruggo è come se vedessi per la prima volta. Come se fossi uscita dalla caverna ... quella in cui ero imprigionata.
È solo in quei momenti che non mi manca la chiarezza, la nitidezza del sentire e del pensare.
E quando non la distruggo mi sento come un allodola che canta, sola e mesta, in una gabbia di ferro battuto. Sono rinchiusa in una stanza insonorizzata. Non mi ascoltano e non posso sentirli.
A distruggere la gabbia a volte ci vuole poco. Altre volte ci vuole forza, disperazione e istinto di conservazione, pazienza, prepotenza.
La seconda verità è che qualunque sia la chiave che aprirà quella gabbia, qualunque sia l'arma che disintegrerà quel cristallo duro come cemento armato, io non la ricordo mai.
O ogni volta è una chiave diversa o io non imparo mai.
domenica 29 marzo 2020
Coronavirus
che sparlate senza però parlare:
zittitevi, dovete ascoltare.
Mi domando a voce alta voi chi siate
quale titolo di studio abbiate
di quali studi e ricerche parliate.
Quale, l'università della strada che vi ha formati?
Quale, il titolo d'onore che vi siete comprati?
Perchè su facebook militate manco foste dei soldati?
La sapienza antica trapassa alcuni detti
chiusi nella bocca degli anziani seduti ai caminetti
e voi li ignoravate, quand'eravate bambinetti.
Non è un caso che si abbiano due orecchie ed una sola bocca
parlate tanto da riempire tutta la brocca
che poi trabocca e sgoccia.
Che senso ha parlare senza dire niente
ergersi sul trono e puntare il dito all'incosciente?
Con la gente che applaude e non capisce niente.
Mia nonna diceva ''chi si fa i cazzi suoi campa cient'anni''.
Soli, ingiuriati, criticati, così passerete i vostri anni.
Vi fingete missionari e francescani
vendendo odio e rancore
fate gli inquisitori ma con lo stesso ardore
di chi trama alle spalle senza far rumore.
Questo COVID-19 è letale.
Nessuna distinzione e a volte nessun segnale.
Io non mi permetto di parlare.
Domani potrei essere la prossima a contagiare.
Ho sempre odiato la provincia. Sa di angustia. Di piccolezza. Frivolezza, ipocrisia.
E anche la mia, come ogni provincia che si rispetti, si lancia in interpretazioni complottistiche e considerazioni che neppure i virologi più esperti si azzardano a fare.
E come odio la provincia così odio facebook, il mondo provinciale più grande che ci sia. Un mondo in cui non importa che dici, basta parlare. Un mondo in cui non importa la portata delle stronzate che scrivi ma solo quanti like ricevi.
Non ho mai avuto dubbi sul fatto che sia NECESSARIO per ognuno di noi (il povero disgraziato e lo stanco nullatenente, l'agiato signorotto e l'uomo arricchito, il ricco di sangue e il ricco per virtù) dire ciò che si crede, senza alcun timore. Per me la libertà d'espressione è sacra, anche quando a parlare sono gli ignoranti. Ma non accetto che a parlare siano uomini cattivi, violenti, che istigano all'odio e al rancore. Che accusano una compaesana affetta da COVID-19, tornata al Sud dai focolai lombardi, di essere una stupida. Augurandole la morte e non la guarigione, istigandola al suicidio e non alla speranza. Io mi rifiuto di accettare impassibile tutto questo. Io mi rifiuto di credere che tutto questo sia reale.
La compaesana in questione è stata poco attenta, avrebbe dovuto prendere maggiori precauzioni; ma io non vedo utilità nella risposta che la mia gente dà a questa situazione.
Qui la gente muore. È disperata. È rinchiusa in casa o in ospedale. C'è chi non ha fame perché non ha potuto salutare per l'ultima volta un suo caro. E c'è chi ha fame ma non i soldi per la spesa. Questa è una situazione tragica.
E io non posso credere ai miei occhi.
Questa è una guerra contro un mostro invisibile... e certa gente pensa a portare avanti la guerra Nord/Sud, contagiati/non contagiati.
L'emergenza nazionale ha mostrato il peggio di noi italiani: l'odio, il rancore, la violenza, la paura, l'incoscienza.
E questa indignazione non può che portarmi a una domanda: quando tutto questo sarà finito, SU QUALE BASE, CON QUALE CORAGGIO, TORNERETE A CANTARE FRATELLI D'ITALIA?
sabato 7 marzo 2020
Senza titolo
In cuor mio so che questo risentimento, questo rancore, questo furore, non mi lasceranno mai.
Li porto sempre con me, che mi scorrano nelle vene o che viaggino nel mio corpo, nascosti e lenti.
Spinte che non posso controllare, che non posso reprimere, che posso solo assecondare.
Assecondandoli so che dò loro potere. Un potere aggiunto, a quello infinito che già detengono.
D'altronde, che potere in più posso dare a un tumore che ha metastasi in ogni parte di me?
Ho creduto di poterlo combattere. Ho creduto di poterlo contrastare.
Gli basta un minuto a possedermi totalmente, interamente.
Lasciandomi cosa? La consapevolezza di non saperlo esprimere. La consapevolezza di dover sballarmi, ubriacarmi, uccidermi, distruggermi, per liberarmi di lui.
sabato 15 febbraio 2020
Il mio San Valentino
Darei la mia vita per te, venderei
Tutti i sogni più belli
Pur di darti un attimo felice.
Ma ti voglio bene è troppo poco.
Io ti amo.
Ti amo come un condannato ama la luce del sole sapendo di non poterla rivedere mai più
Ti amo come un cigno ama la sua compagna
Come un cigno che sceglierebbe la morte pur di non star senza di lei.
Ti amo perché le vibrazioni che mi dai sono sempre calde. Alte. Potenti.
Ma anche ti amo è troppo poco per me e te
Anche ti amo non basta a descrivere il sole che mi hai regalato
Quando la prima volta mi hai incontrato.
domenica 9 febbraio 2020
Il sole che penetra negli occhi. Fino alle ossa
Ho sempre amato l'ombra, il fresco ... ed ora ho imparato ad amare la luce. Il calore, quel colore brillante, etereo, celestiale.
Non c'è cosa più bella del sole. Ed è quasi un privilegio starsene qui, al sole, con le spalle circondate da un calore intenso, ma non accecante. Avvolgente e non soffocante.
Madre Natura sa essere crudele, ma quando vuole può farti sentire in armonia con ogni cosa. La pioggia, la tempesta, gli uragani.
Altre volte è solo natura.
Tante volte mi son chiesta quale sia lo scopo della vita; dei nostri respiri su questo mondo immenso, in questo infinito universo.
Non trovando risposte chiare, l'uomo si crea delle supposizioni.
La mia supposizione è che l'unica cura alle nostre infinite supposizioni è starsene al sole, tranquilli, con una sigaretta accesa e con l'unica certezza possibile: di essere la versione di te che meno tradisce chi sei.
sabato 1 febbraio 2020
L'odioso movimento pendolare
giovedì 9 gennaio 2020
Gli amici
Il dito delle promesse
Che mai niente sarebbe stato capace di dividere me
E te. Che insieme eravamo non due, ma dieci, diecimila, dieci milioni
Che insieme avremmo corso il mondo e vinto ogni tempesta e burrasca
Fino al giorno in cui, insieme, avremmo cavalcato la luce
Fino alle nuvole più candide
Le onde, fino all'isola più grande.
Ora quella promessa m'incendia i pensieri
Mi distrugge il senno
Mi brucia dentro
E neppure tagliarmi il mignolo servirebbe a smorzarla.
Hai deciso di cavalcare il tempo da te
Senza nessuno a tenerti compagnia
Hai deciso di allentare la presa alla mia mano fino a lasciarla
Hai lasciato me e il nostro passato
E io oggi, lascio quella promessa al vento
Affinché la disintegri.
giovedì 14 novembre 2019
Fiori nel cemento
Gocciola goccia a goccia
E si posa, viva, sull'asfalto bagnato.
Sono vento freddo che con sè
Trascina nuvole grigie
Colme di furore e strida.
Sono strada percorsa da mille piedi
Ma oramai desolata, abbandonata
Lasciata a vivere non che di sè.
Dall'asfalto corroso son nati placidi fiori
L'edera abbraccia il ferro del costruito
E le strisce bianche pitturate sulla via
Sbiadiscono piano, mentre cresce il verde
E la vita incomincia.
È piovuto molto.
Ma se non fosse piovuto, le allodole
Non volerebbero tra i rami in fiore
E non canterebbero così bene.

