domenica 19 febbraio 2017

End up here



Sono inquieta, ma di un'inquietudine oramai rassegnata. Come se già sapessi ciò che viene dopo, ciò che viene dopo che qualcuno, soprattutto se questo qualcuno sei tu, scopre il mio punto debole.
Il mio punto debole è lei. La gelosia che mi arriccia i capelli quando ti guarda, quando ti guarda come se volesse scoparti; la gelosia che mi fa saltare l'anima di venti metri più in alto, anche se cosciente di dover cadere, o a furia d'aspettare o a furia del tuo tenermi accesa al buio senza né chiedermi di spegnermi e né chiedermi di rimanere accesa.
Sono inquieta perché più ti guardo e più mi convinco del fatto che a te non interessi un bel nulla, perché di fatti, a te non t'interessa di me. Ti interesserebbe se, solo se e soltanto se, tu fossi in completo abbandono. Solo se e soltanto se, non ci fosse nessuno se non me.
Sento questo. Sento di venire dopo lei, che tu ammetta o non ammetta ti attrae e non puoi fare a meno di rispondere al suo richiamo di zoccola in calore, e dopo l'altra lei, che tu voglia dirmelo o no, ti parla come se voi stesse ancora insieme, come se non fosse cambiato nulla dall'estate, come se non fosse cambiato nulla tra me e te.
Che poi, cos'è cambiato tra me e te? E' cambiata una tua consapevolezza, sai di avere un altro stupido cagnolino che ti scodinzola dietro. E cos'è cambiato in me? E' cambiato il mio stato d'animo: vi osservo, la sento io stessa, quella forza che vi attrae l'un l'altro; vi osservo, mi struggo, ti vorrei uccidere. E vorrei uccidere me, che non mi tengo fuori da niente, che non mi interessa di niente pur di guardarti accanto a me, a un centimetro da me.
Slegami. Slegami e vai via da me.

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